FAQ

D – Che cosa sono i filler cutanei?

R – I Filler sono sostanze che iniettate nel derma, hanno lo scopo di restituire il volume che con il tempo i tessuti cutanei tendono naturalmente a perdere.

D – Esistono filler che vengono impiantati in altri tessuti?

R – Sì, esistono Filler adatti all’impianto sottocutaneo o sottoperiosteo; l’impiego di questi prodotti è più indaginoso rispetto ai Filler cutanei.

D – Quali sono i campi di applicazione dei Filler?

R – I Filler possono essere utilizzati per attenuare o cancellare rughe e pieghe cutanee o per rimodellare labbra, mento e contorno mandibolare (“ovale” del viso). I Filler sottocutanei o sottoperiostei possono essere utilizzati per aumentare il volume della zona malare e mentoniera.

D – Quanti tipi di filler esistono?

R – Fondamentalmente si distinguono Filler di tipo riassorbibile e filler di tipo non riassorbibile o anche detto permanente. I primi vengono gradualmente metabolizzati dall’organismo fino a scomparire del tutto dopo alcuni mesi dall’impianto, mentre i secondi contengono sostanze inerti, come il metacrilato, che continuano nel tempo a permanere nell’organismo. I Filler permanenti sono sempre meno utilizzati, in quanto le sostanze non riassorbibili tendono a indurre reazioni infiammatorie da corpo estraneo e risulta complessa o talvolta impossibile la rimozione, neppure per via chirurgica. Spesso queste sostanze tendono a infiltrare i tessuti e a migrare. Sono stati documentati casi di impianti in zona zigomatiche scesi verso la guancia o impianti in zona labiale che sono scesi in zona sottomentoniera, infiltrando addirittura in alcuni casi i visceri del collo.


D – Quanto durano gli effetti di un filler riassorbibile?

R – Dipende dalla sostanza utilizzata, dalla zona di impianto e dal metabolismo del paziente. Orientativamente, un Filler a base di acido ialuronico inserito nella cute tende a durare circa 6 mesi, mentre nel labbro è attesa una durata di circa 4 mesi. Bisogna considerare che la prima somministrazione ha l’aspettativa di durata minore, mentre le somministrazioni successive avranno una durata maggiore.

D – Come avviene la procedura di impianto di un filler?

R – Alla prima visita avviene un colloquio medico con relativa anamnesi ed un esame delle zone da trattare. Poi le parti vengono anestetizzate, disinfettate, e si procede con l’impianto. Quest’ultimo avviene inserendo il prodotto direttamente dalla siringa originale tramite un ago sterile. I punti di iniezione di norma seguono l’andamento delle rughe o del bordo del labbro (tecnica lineare), ma ogni operatore sviluppa le sue tecniche personali. Per il rimodellamento del contorno mandibolare è possibile l’impianto attraverso microcannule flessibili.

D – Come avviene l’anestesia?

R – Dipende dalla zona. La cute geniena è poco sensibile, per cui di solito basta una pomata anestetica applicata tre quarti d’ora prima dell’intervento. Mano a mano che ci si avvicina alle labbra o al naso, la sensibilità aumenta e può essere indicata un’anestesia di tipo odontoiatrico (tronculare al forame infraorbitario o mentoniero), effettuata attraverso mucosa orale, quindi in una zona invisibile.

D – E il post-operatorio è doloroso?

R – No. Può accadere che ci sia un po’ di dolenzia, specialmente a carico del labbro, ma in linea di massima il paziente può tornare subito alle sue attività. E’ da evitare la pratica sportiva per le successive 6/10 ore.

D – Sono possibili eventi avversi?

R – Molto raramente alcuni punti di impianto possono arrossarsi o formare ematomi che si risolvono spontaneamente nel giro di qualche giorno. Ancor più raramente un punto di impianto può infettarsi, dando origine ad un ascesso cutaneo, di solito di dimensioni minime, che recede con l’applicazione di una pomata antibiotica. Altri inconvenienti rari o rarissimi possono essere causati dal passaggio dell’ago utilizzato per l’anestesia; può instaurarsi una reazione vascolare che può portare ad edema anche importante. Si tratta di eventi comunque innocui e molto poco frequenti. Come in ogni atto medico, una piccola dose di rischio è presente.

D – Si può essere allergici al prodotto?

R – Sì, anche se i casi documentati sono molto pochi. I moderni prodotti a base di acido ialuronico sono prodotti tramite sintesi batterica e quindi hanno un indice di purezza vicino al 100%. La remota eventualità di un’allergia si traduce in una reazione locale la cui soluzione è  la somministrazione di cortisone. In tal caso, con tutta probailità, il paziente non è idoneo al trattamento.

D – Che cosa succede se il trattamento viene eseguito su un paziente per un certo periodo e poi viene interrotto?

R – L’applicazione di Filler a base di acido ialuronico garantisce una idratazione costante e profonda del derma, dove nessun prodotto cosmetico potrà mai arrivare. Inoltre è stato recentemente scoperto che il piccolo traumatismo meccanico generato dall’ago stimola la formazione di elastina, la proteina che rende elastica la pelle. Per tali ragioni, chi decide di non ripetere il trattamento avrà senz’altro un aspetto migliore di chi non si è mai sottoposto a tale pratica.

D – Chi può praticare legalmente in Italia l’impianto di filler?

R – In Italia l’impianto di Filler può essere praticato dai Medici e dagli Odontoiatri. Un Medico non ha restrizioni di distretto anatomico. Un Odontoiatra deve invece limitare la sua azione al terzo inferiore del viso. La competenza dell’Odontoiatra in merito all’impianto di Filler, pratica molto più usuale per il Medico Estetico, è prevista dalla legge istitutiva della Professione dell’Odontoatra: Link Legge 409/1985. E’ indicativo che il Presidente della Commissione dell’Albo Odontoiatri della FNOMCEO, Giuseppe Renzo, si sia pronunciato in merito con una circolare ufficiale del 17 giugno 2010.

La Federazione più volte ha posto il problema evidenziando la necessità di privilegiareun’interpretazione estensiva o restrittiva della norma di cui all’ art. 2 della legge 409/85 che testualmente stabilisce: Formano oggetto della professione di Odontoiatra le attività inerenti alla diagnosi ed alla terapia delle malattie ed anomalie congenite ed acquisite dei pdenti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonché alla revenzione ed alla riabilitazione odontoiatriche. Gli odontoiatri possono prescrivere tutti i medicamenti necessari all’esercizio della loro professione.Anche se sono evidenti le difficoltà interpretative, esprimo un parere che trova riscontro in termini di certezza su quanto riportato, quindi ritengo che tale norma consenta all’odontoiatra iscritto al relativo albo, di svolgere queste attività a scopi terapeutici ma anche estetici considerando che, come già evidenziato, spesso gli interventi di estetica risolvono problemi di carattere psicologico, con le conseguenze che ne derivano. Del resto l’ampia dizione dell’ art 2 citato, che fa rifermento alle anomalie congenite ed acquisite anche delle mascelle e dei relativi tessuti, permette di sostenere ampiamente la competenza dell’odontoiatra ad interventi in questi ambiti”. Interpretando l’espressione “denti, bocca, mascelle erelativi tessuti”, appare chiaro che il territorio d’azione dell’odontoiatra nell’applicazione dei filler rimanga limitato al terzo inferiore del viso. Le zone trattabili sono, pertanto: labbra, cute periorale, cutegeniena (guance), pieghe nasolabiali esottocommessurali, cute del mento.

Sono da escludere tutte le zone che, pur essendo indicate altrattamento con i filler, escono da questo territorio(rughe perioculari, glabellari, frontali, ecc.).

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